Tosela del Primiero

Si tratta di un formaggio fresco, una “cagliata” più precisamente, che va consumato entro 2-3 giorni dalla produzione. Prodotto con latte vaccino appena munto, in modo che resti intatta tutta la fragranza delle erbe dei pascoli di montagna nell’aroma del latte, ha una pasta fresca, cruda, compatta, molle, di colore bianco o paglierino chiaro.

La tradizione la propone tagliata a fette alte circa un dito, rosolata nel burro alla piastra e servita in abbinamento con polenta e lucanica trentina. Il trucco essenziale per una perfetta riuscita di questo singolare piatto, oltre alla scelta di formaggio fresco e davvero di giornata, sta nel tagliare la tosèla a fette esattamente alte un centimetro, né più né meno (“un dito” appunto, come viene citato testualmente nei ricettari), per evitare che la fetta si spappoli oppure che non assorba a perfezione, anche all’interno, il calore necessario per una cottura uniforme. Essendo un formaggio non soggetto ad alcuna salatura, le fette andranno salate nel corso della rosolatura in padella, rivoltandole di tanto in tanto.

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